Consigli e strategie per affrontare il preflop nel poker sportivo nel Texas Hold'em No Limit cash game full table
di Paolo Antonacci
A differenza del Limit, nel No Limit è impossibile fornire delle ricette precise su come affrontare il preflop.
In questa variante di gioco, la conoscenza degli avversari, la capacità di lettura e l'arte di assecondare bene la casualità delle carte in relazione agli stati d'animo dei giocatori al tavolo, rivestono un ruolo determinate nella scelta della strategia da rendere operativa nel primo giro di puntate. Inoltre, abbiamo già più volte ribadito che, nel No Limit, a parità di condizioni al tavolo, è possibile mettere in atto strategie completamente diverse e ugualmente vincenti.
Con l'esperienza, ogni giocatore troverà lo stile di gioco che più gli si addice.
D'altra parte, tutte le strategie vincenti, benché diverse tra di loro, ubbidiscono ad alcune leggi generali, valide per qualsiasi gioco e per qualsiasi tavolo.
Queste leggi, formulando verità universali, sana alla base di ogni tattica di giace vincente. La creatività nel poker è cosa di fondamentale importanza, ma se si spinge troppo in là, fino a contraddire le direttive "macropokeristiche", è facile diventare affetti da quella che il teorico americano Mike Caro chiama "Fancy Play Syndrome" (sindrome del gioco creativo), propria di quei giocatori che tendono troppo spesso a giocate fantasiose e imprevedibili, anche se poco motivate da un punto di vista logico.
Prima di addentrarci in considerazioni di carattere tecnico sul gioco preflop, è opportuno definire la grandezza del nostro stack (la quantità di chip che mettiamo in gioco) relativamente alla grandezza dei blind e a quella degli stack avversari. Manteniamo volutamente i termini in lingua inglese:
Small stack = 0/25 volte il big blind Medium stack = 25/100 volte il big blind
Big stack = più di 100 volte il big blind
Le strategie da mettere in atto cambiano drasticamente a seconda dello stack che abbiamo davanti. E come se giocassimo tipi di gioco diversi: giocare con uno small stack significa, in generale, poter effettuare puntate preflop e sul flop, rimanendo quasi sicuramente all-in sul turn e sul river. Con uno stack medio, possiamo, in generale, effettuare almeno anche una puntata sul turn, rimanendo all-in sul river. Con un big stack abbiamo di solito chip sufficienti per effettuare puntate anche sul river.
Analizziamo ora nel dettaglio le varie situazioni.

Giocare il preflop in small stack contro giocatori in big stack
Al contrario di quanto pensa la stragrande maggioranza dei pokeristi, giocare in small stack in un cash game (non in torneo) significa avere un vantaggio intrinseco sugli avversari, se questi sono per la maggior parte in big stack. La cosa è tanto banale quanto controintuitiva.
Se è vero che con uno small stack non abbiamo potere di bluff, è vero anche che la stessa considerazione vale per i nostri avversari nei nostri confronti! Stiamo semplicemente giocando un tipo di No Limit diverso, basato quasi esclusivamente su preflop e flop, ma questo non significa necessariamente essere in svantaggio. Un principiante farebbe bene a giocare con uno small stack e costruire una solida e chiusa strategia preflop (sul turn e sul river sarà quasi sempre all-in).
Molti giocatori amano entrare in gioco effettuando il buy-in massimo consentito. Il loro obiettivo è quello di entrare in gioco preflop solo con carte
"anomale" che gli possano garantire, con un po' di fortuna, di rubarel'intero stack a un debole giocatore pieno di chip. Non è scorretto giocare un 4-6 suited se le aspettative di guadagno (pot odds implicite) sono elevate.
Quando due giocatori con uno stack di 500 big blinds entrano in gioco preflop con mani che consentono elevate pot odds implicite, non possono far altro che favorirci se siamo in small stack: il loro obiettivo non è quello di vincere il nostro small stack di 20 big blinds, bensì quello di impadronirsi del big stack del giocatore più ricco del tavolo. Per fare questo dovranno usare l'inganno ed entrare in gioco con carte "strane".
Approfittiamone, dunque: usiamo una strategia preflop molto chiusa e ci troveremo all-in contro carte mediamente più deboli delle nostre. Tra i due litiganti il terzo gode! Lasciamo che si scannino con 6-7 suited contro 4-4. Noi, entrando in gioco in questa mano, avremo una coppia di Q.
D'accordo, entrare al tavolo con il buy-in minimo è piuttosto noioso e non ci consente di adottare tattiche sofisticate. Eppure, avere uno small stack non solo non significa essere in svantaggio ma, attraverso una severa selezione delle mani iniziali, ci può garantire una certa superiorità (per poche chip, ma sempre di superiorità si parla) contro tutti quei giocatori in big stack il cui obiettivo è giocare mani "deboli" e ingannevoli per poi rubare grandi piatti sul turn o sul river mediante bluff o mosse sofisticate.
Giocare in big stack è quindi scorretto? Ovviamente no. Il nostro scopo al tavolo non è solo quello di avere un sicuro e intrinseco vantaggio sui nostri avversari, ma anche quello di massimizzare i nostri profitti! Che senso ha giocare con 20 big blind se c'è un imbecille ubriaco al tavolo disposto a perderne 500 in una sola mano? Attenzione però, se l'imbecille è un finto imbecille, finto ubriaco e probabilmente più forte di noi, giocare in small stack ci consente di "incrementare" la forza. delle nostre carte e di tubare piccole somme ai big, interessati a ben altri quantitativi di denaro.
Il fascino del No Limit risiede proprio nella sua fluida consistenza e nella sua repulsione nei confronti di ogni tentativo di collocazione interpretativa rigorosa, circoscritta e definita. La strategia preflop che viene fornita qui di seguito, tenuto conto delle premesse appena discusse, non pretende di essere la "migliore" strategia possibile né una strategia necessariamente profittevole se non accompagnata da un gioco intelligente sul flop, sul turn e sul river.
D'altra parte, molti professionisti hanno una strategia preflop che non si discosta molto da quella che andiamo a presentare. Inoltre, riteniamo che questa sia un ottimo punto di partenza e di difesa per chi non abbia ancora completa dimestichezza nel gestire la mano nel postflop.
In posizione iniziale (early position, le prime tre posizioni alla sinistra del big blind), se nessuno è ancora entrato nel piatto, rilanciate quasi sempre (intendiamo con "quasi sempre" circa 1'80% delle volte) con A-A, K-K, Q-Q e A-K (suited e offsui¬ted). Chiamate quasi sempre (altrimenti rilanciate) con tutte le coppie dai Jack ai Due, più A-Q suited e offsuited, più tutti i suited con due carte maggiori o uguali a J (es. J-K suited), e anche con J-10 suited, 10-9 suited e così via fino a 5-4 suited, nonché con tutti gli assi suited (es. A-4 suited).
In posizione media (le successive tre posizioni in senso orario) usate le stesse direttive fornite per la posizione iniziale aggiun¬gendo alla schiera delle mani quasi sempre rilanciabili J-J e A¬Q. e alla schiera delle mani quasi sempre chiamabili (altrimenti rilanciabili) i cosiddetti "one-gappers suited" (carte suited con un buco di una sola in mezzo, es. 7-9 suited, 6-8 suited, ecc.). Sul bottone e sul cutoff (posizione che precede il botto¬ne) la strategia da usare quando ancora nessuno è entrato nel piatto è strettamente dipendente dall'abilità, e dal livello di chiusura/apertura dei giocatori sui blind. Dare regole, anche vagamente indicative, è praticamente impossibile. Giocatori professionisti contro blind inesperti possono giocare profittevolmente chiamando o rilanciando quasi ogni coppia di carte. In mancanza di altre informazioni si consiglia di giocare come se ci si trovasse in media posizione.
Se un solo un giocatore ha limpato (chiamato il big blind) prima di voi, usate la stessa strategia consigliata per la posizio
In questo periodo a Las Vegas molti giocatori che si guadagnano da vivere entrando con 20 big blind in tavoli pieni di giocatori in big stack: attraverso una strategia ultra chiusa da sciacalli, stile all-in/fold, raccolgono tutte le "briciole" disponibili, con rischio minimo e senza "intaccare" visibilmente i gran¬di profitti dei professionisti. È stupefacente osservare come questi ultimi, pur sapendo della squallida strategia ultra chiusa dello "small stacker", entrino in gioco con mani consapevolmente inferiori, per poter ingannare la terza parte, il ricco donatore al tavolo.
È come se dicessero al giocatore in small stack: "Prenditi pure la tua parte con la tua coppia di 10, pezzente, e levati di mezzo; a me interessa il grosso "fish" e lo stendo con un imprevedibile 5-8 suited!".

Giocare il preflop in big stack contro giocatori in big stack
I profitti in un tavolo No Limit cash game, full table, quando la maggior parte dei giocatori (noi inclusi) è in big stack, derivano principalmente dall'abilità di affrontare la mano dopo il flop. Dare consigli su quali mani iniziali giocare e quali no, in questa struttura di poker, ha poco senso, se mancano ancora un'adeguata esperienza e la capacità di leggere gli avversari, di valutare i loro standard di apertura nel primo giro di scommesse, di individuare le situazioni pericolose, di limitare le perdite e di amplificare le vincite sul flop, turn e river.
Alcuni pokeristi hanno una predisposizione al gioco postflop tale da compensare gravi "errori" teorici nel preflop. La letteratura pokeristica dedicata al No Limit scarseggia proprio perché è difficile per un autore dare delle direttive di gioco fisse e valide per tutti. Molti autori, scrivendo di strategia, sono costretti a sottolineare che le tattiche descritte nelle loro opere si adattano perfettamente alla loro personalità e che non pretendono di essere verità valide per tutti gli individui, né presumono di essere strategie tese a "ottimizzare" i profitti.
Il fascino del No Limit risiede proprio nella sua fluida consistenza e nella sua repulsione nei confronti di ogni tentativo di collocazione interpretativa rigorosa, circoscritta e definita. La strategia preflop che viene fornita qui di seguito, tenuto conto delle premesse appena discusse, non pretende di essere la "migliore" strategia possibile né una strategia necessariamente profittevole se non accompagnata da un gioco intelligente sul flop, sul turn e sul river.
D'altra parte, molti professionisti hanno una strategia preflop che non si discosta molto da quella che andiamo a presentare. Inoltre, riteniamo che questa sia un ottimo punto di partenza e di difesa per chi non abbia ancora completa dimestichezza nel gestire la mano nel postflop.
In posizione iniziale (early position, le prime tre posizioni alla sinistra del big blind), se nessuno è ancora entrato nel piatto, rilanciate quasi sempre (intendiamo con "quasi sempre" circa 1'80% delle volte) con A-A, K-K, Q-Q e A-K (suited e offsui¬ted). Chiamate quasi sempre (altrimenti rilanciate) con tutte le coppie dai Jack ai Due, più A-Q suited e offsuited, più tutti i suited con due carte maggiori o uguali a J (es. J-K suited), e anche con J-10 suited, 10-9 suited e così via fino a 5-4 suited, nonché con tutti gli assi suited (es. A-4 suited).
In posizione media (le successive tre posizioni in senso orario) usate le stesse direttive fornite per la posizione iniziale aggiungendo alla schiera delle mani quasi sempre rilanciabili J-J e A¬Q. e alla schiera delle mani quasi sempre chiamabili (altrimenti rilanciabili) i cosiddetti "one-gappers suited" (carte suited con un buco di una sola in mezzo, es. 7-9 suited, 6-8 suited, ecc.). Sul bottone e sul cutoff (posizione che precede il bottone) la strategia da usare quando ancora nessuno è entrato nel piatto è strettamente dipendente dall'abilità, e dal livello di chiusura/apertura dei giocatori sui blind. Dare regole, anche vagamente indicative, è praticamente impossibile.
Giocatori professionisti contro blind inesperti possono giocare profittevolmente chiamando o rilanciando quasi ogni coppia di carte. In mancanza di altre informazioni si consiglia di giocare come se ci si trovasse in media posizione.
Se un solo un giocatore ha limpato (chiamato il big blind) prima di voi, usate la stessa strategia consigliata per la posizione iniziale e per la posizione media. Dal cutoff e dal bottone (posizione più avanzata) potete aprirvi leggermente chiamando anche con mani tipo 10-7 suited o 9-6 suited.
Se i giocatori che hanno limpato prima di voi sono due o più di due, giocate allo stesso modo di quanto espresso nel caso di un solo limper, con l'unica differenza che le mani rilanciablii devono essere rilanciate con una frequenza maggiore (95% circa rilanciate e 5% circa chiamate), e che il rilancio deve essere più consistente.
Quando qualcuno apre il piatto prima di voi con un rilancio, e siete in posizione iniziale o in posizione media, controrilanciate quasi sempre con A-A e K-K (altrimenti chiamate) e chiamate quasi sempre (altrimenti rilanciate) con A-K, A-Q e tutte le coppie da Q-Q a 9-9.
In posizione avanzata, giocate allo stesso modo della posizione iniziale o media con la differenza che potete chiamare con tutte le coppie e tutti i suited connector (carte vicine senza buco e suited) fino a 5-4 suited.
Se ci sono un rilancio e un controrilancio prima voi, andate all-in con A-A e K-K e passate tutto il resto.
Nei blind giocate leggermente più chiusi che in posizione iniziale (avrete pessima posizione sul flop, turn e river). Difendere i blind ha meno senso nel No Limit, visto che chia¬mare un rilancio è comunque costoso nonostante lo "sconto" dovuto al fatto di aver già pagato parte dalla chiamata al buio. Un grande rilancio sul big blind, come semibluff, quando molti giocatori hanno limpato, può essere effettuato con successo. Si scelgano però mani brutte per effettuare questo tipo di semibluff. Con una mano decente, ha più senso fare check, vedere il flop gratis e sfruttare il valore della nostra mano in caso di flop favorevole. Per quanto riguarda la grandezza dei rilancio, mantenetevi intorno alle 3/4 volte il big blind se rilanciate primi a parlare. Spingetevi fino a 4/6 big blind se rilanciate dopo due o più limper. In generale cercate di effettuare rilanci maggiori contro giocatori che passano eccessiva¬mente dopo il flop e contro giocatori prevedibili. Diminuite la grandezza del rilancio contro giocatori che chiamano troppo dopo il flop: il loro cali con mani inferiori è un errore tanto più profittevole per noi quanto più è grande la nostra puntata e quanto più è ridotto il piatto.
Paolo Antonini
[questo articolo è apparso sul numero di Aprile 2007 della rivista Poker Sportivo]