Le origini del Poker
Sebbene i film western e le ballate sui pistoleri abbiano convinto il mondo intero che il poker sia un gioco tipicamente americano, le sue origini risalgono a centinaia di anni prima del selvaggio West. Si ritiene che già secoli fa i Persiani facessero un gioco simile al poker. In Germania c'era un gioco chiamato "Pochen" che si basava sul bluff già nel XVI secolo, e in seguito nacque una variante francese chiamata "Poque". I francesi portarono questo gioco a New Orleans, dove la sua fama si diffuse per tutta la regione grazie ai battelli che navigavano sul Mississippi.
Il poque presto divenne noto come poker e le regole furono modificate per permettere di migliorare la propria mano. Lo stud poker o telesina, molto popolare ancora oggi, è apparso all'incirca nello stesso periodo.
Il poker oggi è giocato in tutto il mondo e ne esistono centinaia di varianti. È inoltre giocato nei casinò e nelle sale da poker in gran parte degli Stati Uniti, in Inghilterra, Irlanda, Francia, Olanda, Austria, Germania, Finlandia, Australia, Nuova Zelanda, Aruba, Costa Rica e in molti altri Paesi. A casa si puntano pochi centesimi, mentre i professionisti arrivano a centinaia di migliaia di dollari.
Vincere al Poker piuttosto che perdere
Il poker aguzza l'ingegno e, se giocato bene, arricchisce il portafogli. Ma, cosa più importante, ci costringe a pensare e a cambiare strategia. I giocatori che decidono di ignorare questa realtà di solito .sono quelli che perdono costantemente. Anziché affrontare le careuze del loro gioco, danno la colpa alla sfortuna, al mazziere, al mazzo di carte o a qualsiasi altro oggetto sottomano, tranne che a se stessi. Circa 250 anni fa, Jonathan Swift affermò: "La satira è una sorta di specchio dove chi guarda scopre la faccia di tutri tranne la propria". Vale anche per i giocatori di poker che perdono. Vedono errori nel gioco di tutti tranne che nel proprio e non si preoccupano di esaminare le proprie mancanze.
Forse l'autore e giocatore di poker inglese Anthony Holden ha espresso meglio questo concetto. In Big Deal: A Year As A Professional Poker Player, scrive: "Che gli piaccia o no, il carattere di nn uomo è messo completamente a nudo al tavolo da poker; se gli altri giocatori riescono a comprenderlo meglio di quanto lui faccia, egli dovrà biasimare solo se stesso. A meno che sia in grado di vedersi con gli occhi degli altri, compresi i difetti e tutto il resto, sarà un perdente a carte e nella vita". Se non siete disposti a mettere sotto esame la vostra abilità nel poker e il vostro carattere - gli avversari migliori procedono così ogni volta che giocano - non avrete molte possibilità per assicurarvi la vittoria. Ecco la sfida che dovrete affrontare se aspirate a giocare un poker vincente: essere disposti a mettere a nudo il vostro carattere, a porlo sotto esame e ad analizzarlo, a correggerlo e a continuare a farlo ancora e ancora - tutte le volte necessarie per diventare vincenti - a carte e nella vita. Se riuscite a sostenere questa sfida e avete anche un pizzico di talento, diventerete giocatori di poker vincenti.
Giocare a Poker
Il poker è un gioco semplice da imparare, ma potrebbe servire una vita intera per diventare un maestro del poker. Lo scopo del gioco è vincere denaro aggiudicandosi il piatto, ovvero il denaro o le fiches puntate durante ogni mano.
Ogni mano di poker inizia con l'apertura. Questa può essere ad invito o al buio. L'apertura ad invito è fatta da un giocatore che ha visto le proprie carte e mette nel piatto una piccola cifra per invitare gli altri a fare altrettanto. L'apertura al buio èfatta da un giocatore che non ha visto le proprie carte (o non sono ancora state distribuite) e mette nel piatto una cifra che, come prima, gli altri devono onorare.
Ogni volta che viene distribuito un giro di carte, questo è accompagnato da un giro di puntate. Se nessuno ha puntato ed è il vostro turno, potete passare o puntare. Se qualcuno ha già puntato, potete lasciare, accettare o rilanciare. Quando decide di rinunciare al piatto, un giocatore può rinunciare alla mano quando arriva il suo turno. Quando un giocatore iYi ritira, non è tenuto a mettere altro denaro nel piatto.
Se puntate o rilanciate e nessuno accetta, il piatto è vostro, le carte vengono raccolte e mischiate e si distribuisce la nuova mano. Se due o più giocatori sono ancora attivi alla fine della mano, vince la mano migliore. Pur presentando regole diverse a seconda della variante, il poker è tutto qua. In ogni modo, dietro la sua semplicità si nasconde una dinamica di gioco incredibilmente complessa, sempre affascinante e godibile.